HEALTHCARE: DIGITALIZZAZIONE SANITARIA

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Nell’epoca della digitalizzazione di ogni settore e delle grandi innovazioni tecnologiche che investono e interessano ogni settore, non si deve pensare, superficialmente, che i benefici del digitale tocchino soltanto la produzione di beni e servizi. Al contrario, la rivoluzione digitale mostra anche la strada da seguire per vincere una delle grandi sfide del futuro: quella rappresentata dalla dimensione sociale, culturale degli uomini. In cui uno degli aspetti tocca sicuramente il mondo della salute e la sanità, e il modo in cui essi possano garantire efficienza e sostenibilità nel futuro.


Una popolazione che invecchia

Per comprendere come vincere questa sfida, e perché si devono cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione, bisogna partire da un dato: nel mondo, e l’Italia non è da meno, la popolazione invecchia progressivamente, con il numero di over 65 che supera le altre fasce: soltanto nel nostro Paese, ad esempio, entro il 2050 ben il 34 per cento della popolazione sarà over 65. Di conseguenza aumenteranno i bisogni e la cronicità delle malattie (soprattutto quelle ad alto impatto economico, come demenze di vario tipo, tumori e malattie cardiovascolari), mentre in modo inversamente proporzionale saranno sempre più limitate le risorse e la qualità delle cure mediche offerte. Bassa qualità del servizio offerto fotografato, inoltre, dall’ultimo Euro Health Consumer Index, rapporto che analizza il livello di qualità dei servizi sanitari in 35 nazioni europee: in soli sette anni (dal 2010 al 2017), l’Italia ha perso sette posizioni, attestandosi al 21esimo posto e quindi tra i peggiori paesi europei per tempi di attesa, accessibilità ai servizi e, soprattutto, possibilità di offrire cure moderne. Un doppio declino che è obbligatorio fermare: come? Con l’innovazione e la tecnologia, appunto, tanto che l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, parla proprio di eHealth, ovvero dell’impiego di strumenti, nel mondo sanitario, basati sulle tecnologie dell’informazione per migliorare tutti gli aspetti della sanità, dalla prevenzione alla diagnosi sino alla cura delle malattie, per migliorare anche, in modo più ampio, la ricerca, lo stile di vita e l’educazione alla salute dei cittadini. Le soluzioni digitali permetteranno così non solo di garantire un supporto avanzato ai pazienti prima durante e dopo la cura, ma anche di rendere più efficiente l’intero sistema.


La sanità 4.0

Cosa significa nello specifico passare dalla sanità come la si intende oggi, all’eHealth, alla sanità 4.0? Il mondo della digitalizzazione della salute è ampio e diversificato, e può prenderne in considerazione tutti i comparti, da quello amministrativo ai processi di cura e servizi diretti per i cittadini. Innanzitutto, le nuove tecnologie possono essere utilizzate per rendere più veloce, diretto ed efficiente il servizio tra paziente e istituzione, pubblica o privata che sia. Con gli strumenti digitali si raccolgono informazioni su strutture, visite ed esami (prassi ormai per oltre il 32 per cento degli italiani), per prenotare servizi (il 22 per cento), per controllare i referti medici o ricevere promemoria sulle visite. Ancora, come è scontato che sia, le stesse prestazioni possono essere pagate online. In modo più ampio, la propria salute può anche essere monitorata tramite le moltissime app dedicate e dispositivi wearable che incrociano e analizzano dati e parametri personali (peso, pressione arteriosa, battito cardiaco, ecc.). Questa acquisizione di autonomia da parte dei pazienti velocizza come è ovvio molti processi, con un notevole risparmio economico. Salendo di livello, la digitalizzazione del sanitario permette di avere a disposizione una grande quantità di dati su malattie, diagnosi e cure, grazie alla condivisione delle cartelle mediche dei pazienti, sempre più disponibili in formato digitale. A disposizione dei software ci saranno così molti parametri che potranno essere analizzati con precisione e quasi in tempo reale – pur salvaguardandoli, considerato che si tratta di dati estremamente sensibili -; unico ostacolo per la diffusione di queste soluzioni risiede nella Data Quality, ovvero nel fatto che, operando nel settore sanitario, ci si trova in possesso di una grande quantità di dati che sono però grezzi e che necessitano di essere lavorati in modo adeguato per essere utilizzati dai software di intelligenza artificiale. Ma alla qualità dei dati e alla loro certificazione si può ovviare grazie ad un’altra tecnologia, quella della Blockchain che, rendendo disponibile un registro condiviso tra diverse parti così come accade nel mondo sanitario, permetterebbe di integrare dati provenienti da più fonti, e quindi, di analizzarle. Analisi dei dati e intelligenza artificiale consentono in modo sempre più veloce ed efficace, con minimo margine di errore, di individuare le patologie e scegliere così le cure. Tecnologia e digitale che si fondono infine nell’esecuzione materiale di interventi complessi e semplici check-up: un mondo sanitario che finalmente si muove verso il paziente, con maggiori e migliori risultati, minor spesa e diminuzione della percentuale di popolazione malata: in sintesi, una maggiore sostenibilità.


Una sfida collettiva

L’innovazione tecnologica rappresenta così un mezzo importante, forse più che in altri settori, per trovare soluzioni sempre più avanzate anche nella sanità. E per questo a tutti i livelli – nazionale, regionale, aziendale - è importante che si facciano investimenti per migliorare non solo la salute dei cittadini, con cure mirate più efficaci che portano anche a evidenti risparmi (si calcolano circa 7 miliardi di euro annui per la sanità, a fronte di un investimento importante nel digitale, e 7,6 miliardi di produttività per i cittadini), con una crescita del valore per tutta la comunità. Se è vero che l’invecchiamento della popolazione è destinato ad aumentare, e con esso di conseguenza l’aumento dei bisogni e la mancanza di risorse disponibili, il solo mezzo è quello di annullare il divario tra bisogni e risorse per non mettere a rischio qualità e sostenibilità del sistema sanitario, colmando questo vuoto con la digitalizzazione.