Redazioni decentralizzate con utenti poco esperti, integrazione con i sistemi informativi interni, gestione di siti simili per facoltà e dipartimenti solo alcuni dei problemi da risolvere.

Università e CMS: quale scegliere in ateneo?

Redazioni decentralizzate con utenti poco esperti, integrazione con i sistemi informativi interni, gestione di siti simili per facoltà e dipartimenti solo alcuni dei problemi da risolvere.

Plone è un web CMS open source meno noto di altri, come ad esempio Drupal o Wordpress. Nonostante questo, molte università utilizzano Plone per gestire e pubblicare le informazioni destinate ai loro studenti e a tutti gli altri visitatori online.

I motivi alla base di questa scelta sono interessanti e diversi in ogni situazione, e possiamo scoprirlo grazie alle presentazioni che i vari referenti hanno pubblicato nel corso del tempo.

UNIBO: redazione online con centinaia di redattori.

L’Università di Bologna dal 2012 usa Plone per il suo portale web e buona parte dei suoi servizi online. La redazione online è composta da centinaia di operatori dislocati sul territorio e in vari gruppi redazionali. Ciascun redattore ha permessi specifici su specifiche sezioni, rispettando una gerarchia di ruoli prestabiliti e workflow editoriali configurabili per singolo tipo di contenuto. Tra le altre caratteristiche, ogni contenuto del portale può avere un suo corrispettivo in lingue diverse dall’italiano.

 

UNIBA: tutto l’ateneo online con uno staff ristretto.

L’Università di Bari dal 2003 ha scelto Plone per risolvere le sue esigenze di gestione contenuti online. Oltre 10 anni fa, Plone era uno dei pochi Web CMS open source capace di essere usato out-of-the-box appena installato: questo ha permesso che il processo di apprendimento e sviluppo progredisse in modo naturale. Da subito è stato apprezzato per la rapidità con cui si possono produrre e pubblicare siti e applicazioni web, e per l’effettiva poca richiesta di manutenzione per i siti online.

Tra le altre funzioni, i tecnici di UNIBA hanno realizzato dei workflow dedicati all’attivazione delle utenze.

UNIMC: dal sito statico a un sistema di portali.

L’Università di Macerata dal 2008 eroga i servizi online di Ateneo con una infrastruttura Plone. Nel giro di pochi mesi si è passati da un solo editor responsabile di oltre 1000 pagine web “statiche” ad un sistema multi-sito per le varie facoltà, dipartimenti, istituti gestiti in modo organico da diverse decine di pubblicatori e un paio di tecnici a supporto. Plone ha permesso di decentralizzare la gestione dei contenuti, delegando a persone non esperte di web, ha facilitato la reperibilità delle informazioni pubblicate ed ha aumentato l’efficienza nella gestione documentale e nella profilazione degli utenti.

UNIFE: il portale al centro della strategia di comunicazione.

L’Università di Ferrara dal 2007 ha scelto di dotarsi di un web CMS semplice da usare per gli editor, capace di scalare su molti siti e centinaia di utenti e che permettesse una gestione dei flussi documentali facilmente personalizzabile. Plone ha risolto tutte queste richieste, aggiungendo una manutenzione centralizzata delle centinaia di siti alla facilità di integrazione con gli altri servizi di Ateneo (LDAP, database interni, web service, …). Da sottolineare l’estrema flessibilità che solo uno strumento open source con una vasta comunità attiva come quella Plone può offrire.

Vai al Case Study.

In buona compagnia.

Gli Atenei presentati sono in buona compagnia, usano infatti Plone per risolvere esigenze simili anche UNIUD, UNIPD e diverse altre università italiane. Nel mondo la stessa scelta è stata fatta ad esempio da UPC, che gestisce con Plone centinaia di siti online.


E voi come riuscite a far collaborare la vostra redazione web? Quali limiti non siete ancora riusciti a superare? Fatevi sentire con un commento.. :)

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