Il “piccolo mondo incantato” di Pinterest

Il social network per la condivisione di immagini è rapidamente diventato una vera e propria “mania” per migliaia di utenti: nel 2012 la sua ascesa si rivelerà davvero inarrestabile?

Pinterest è uno spazio virtuale in cui gli utenti possono illimitatamente inserire (o meglio, “appuntare”, da pin, spilla, puntina) immagini di tutto ciò che a loro piace e che hanno “scovato” in rete o immortalato con la loro macchina fotografica.

La novità che lo caratterizza è che questi oggetti visivi non appaiono in successione continua (ossia in streaming, come in Flickr o Facebook), ma armonicamente composti in boards(lavagne, bacheche): set strutturati, etichettati e raggruppati a seconda del contenuto.
Per il resto, i vari meccanismi possibili di interazione ricordano piattaforme già esistenti: i commenti, il “following”, i “like”, i “repin” (per condividere le immagini di altri utenti che più colpiscono).

Negli ultimi mesi del 2011 Pinterest ha registrato una impennata esponenziale delle utenze, tanto da attirare l’interesse di esperti e professionisti delle comunicazioni.
Lo statunitense Elad Gil, ad esempio, gli ha dedicato un interessante post del suo influente blog: a suo giudizio la ragione del rapido successo del network sta nella facilità di creazione (“push button content generation”) e condivisione di contenuti organizzati, esteticamente molto piacevoli da fruire per il loro notevole ed immediato impatto visivo.

Ed è proprio l’aspetto estetico che, a mio modesto parere, va messo in risalto. Pinterest appare infatti come un mondo “fatato” a misura di clic dove tutto è superlativo: gli (o meglio “le”, dato che il “gentil sesso” al momento vi predomina) utenti fanno a gara nel postare foto di bimbi e cuccioli tenerissimi, scarpe ed abiti di lusso, case e gioielli da sogno, pietanze appetitose e make-up impeccabili.

Sebbene, infatti, Pinterest non manchi di utilità (i board possono servire ad organizzare in modo rapido ed efficiente un ricettario come un matrimonio, aiutare creativi ed artigiani a diffondere i loro prodotti, offrire suggerimenti ed ispirazioni d’effetto) mi pare che la dimensione dello svago puro sia quella predominante.

In poche parole, mentre vi ci perdete, nulla turberà la vostra immersione nel “bello” (il “bello” stereotipato da pubblicità, s’intende), il che costituisce allo stesso tempo un vantaggio ed un difetto: chi in un social ricerca lo scambio di idee e la diffusione della conoscenza, oppure la condivisione della propria vita (quella vera, non quella sognata!) con gli altri, potrebbe stancarsi facilmente della nuova bacheca online.

A ben pensarci, tuttavia, anche la persona più “impegnata” ha bisogno di un po’ di relax e di innocente evasione: ben venga allora l’uso di Pinterest, magari, però, “a piccole dosi”!

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