Cosa fare quando manca il Vendor?

ZEA meeting ad Arnhem e ContenTOUR a Roma nella stessa settimana.

Ecco come Abstract svolge il suo ruolo nella Comunità, da buona azienda "aperta": il 26 Settembre abbiamo partecipato all'incontro ZEA di Arnhem, organizzato a ridosso del Living Statue Sprint dai ragazzi di FourDigits; a seguire, il 28 Settembre, abbiamo dato vita alla tappa del ContènTOUR di Roma presso la sede centrale di ENEA.

Ma che significa il titolo del post?

Per spiegare il titolo, se non fosse chiaro a qualcuno, vi propongo l'ottima presentazione che Matt Hamilton ha presentato allo scorso Simposio Plone americano, dal titolo "Plone, una soluzione non un prodotto":

Il succo del mio pensiero lo trovate alla slide n. 13, dove la Community sostituisce il ruolo del Vendor come lo conosciamo (ndr: per Vendor si intende il produttore padrone di un software/servizio, che ha tutto l'interesse a far sì che quel servizio venga venduto per poterci ricavare un adeguato margine).

In questo senso, un'azienda come Abstract, che ha scelto molti anni fa di portare l'Open Source ai suoi clienti, fa parte della Community che va a sostituire il Vendor, e deve fare in modo che le tecnologie aperte abbiano un humus fertile in cui prosperare. In questo senso, la bontà delle tecnologie che adottiamo e portiamo ai nostri clienti non è garantita da nessun produttore padrone.

Sta alla comunità sia l'azione tecnica di sviluppo e mantenimento, sia l'azione commerciale necessaria a fare in modo che quelle tecnologie si diffondano.

Una comunità di Aziende: la nuova ZEA

I singoli individui hanno una certa facilità a fare comunità, e sono piuttosto efficaci nel coprire le necessità tecniche di sviluppo e mantenimento del software open source. Lascerebbero invece in sordina una coerente azione commerciale, dove per azione commerciale intendo tutto quel che serve per far conoscere ed adottare le tecnologie open source in ambienti aziendali, che normalmente non tollerano l'assenza di un vendor per i software/servizi che adottano.

Ciascuna azienda che propone Open Source ai suoi clienti conosce bene questo limite, e cerca di migliorare la situazione promuovendo il più possibile le tecnologie

che adotta. Tuttavia, si può fare di più!

Perchè non cercare di realizzare le logiche della Comunità Open Source considerando le aziende al pari di individui?

Gli individui si sostengono a vincenda scambiandosi informazioni per migliorare la propria conoscenza e la tecnologia che condividono, allo stesso modo le aziende potrebbero perseguire in modalità aperta il fine comune di aumentare la diffusione delle tecnologie open source che adottano, e potrebbero fare corpo unico nel presentare la propria offerta ai clienti, dimostrando ben maggiore forza e appetibilità.

Questo lo spirito con cui mi piace pensare sia stata rifondata l'associazione ZEA (ndr: nata molti anni fa come Zope Europe Association, e ora in cerca di un nome più attuale e significativo).

Tra i principali obiettivi dichiarati ci sono:

  • maggiore diffusione di informazioni e conoscenza reciproca tra i soci dell'associazioni,
  • maggiore capacità di far sentire la propria voce nei progetti open source di interesse e sul mercato

Per questo motivo, uno dei primi segni distintivi del nuovo corso è stato quello di abbassare il costo dell'associazione, alla ricerca del maggior numero possibile di aziende coinvolte (in attesa del nuovo sito, scrivetemi per maggiori informazioni): 100 euro annuali per aziende fino a 4 collaboratori, 400 euro per tutti gli altri.

Per favorire l'attecchire di una vera comunità di aziende si cercherà invece di organizzare 3-4 ZEA meeting annuali aperti agli associati, dove ci si potrà conoscere, si potranno presentare i propri punti di forza e di debolezza, si definiranno strategie comuni.

Uno dei primi meeting si è tenuto a Sorrento la primavera scorsa, in seno al Plone Open Garden, e da li è partito questo nuovo corso ZEA, che ha avuto il suo ultimo meeting proprio ad Arnhem, dove 9 aziende hanno dato vita ad una intensa giornata di approfondimenti e scambi sempre interessanti.

Immaginate il classico evento Open Source (una Plone Conference in miniatura), dove però ci si concentra maggiormente sulle esigenze commerciali e aziendali. Certo non sarebbe niente male se al prossimo incontro sia le aziende che le sessioni di presentazione raddoppiassero, significherebbe che board e presidente avrebbero fatto un lavoro molto qualificato nell'espandere i nodi di questa rete.

L'associazione ZEA è uno dei fronti su cui Abstract si impegna per cercare di fare comunità nel diffondere le tecnologie Open Source. Vediamo un altro di questi fronti: il ContènTOUR.

Quando gli utilizzatori finali decidono di metterci la faccia: ENEA e ContènTOUR

Sempre per cercare di dare massima diffusione a quello che si riesce a fare con le tecnologie Open Source che adottiamo, Abstract da alcuni anni fa squadra con Biodec e RedTurtle nell'organizzare il ContènTOUR (http://www.contentour.it), un roadshow dedicato all'Open Source.

La tappa di Roma del ContènTOUR è stata possibile grazie al rapporto di fiducia che ci lega ai tecnici di ENEA, a cui offriamo il nostro supporto da diverso tempo, e che di recente hanno scelto Plone per il portale nazionale ENEA.it.

Ai quasi cinquanta iscritti presenti si sono uniti durante la giornata almeno altri venti presenti "virtuali", grazie allo streaming video messo a disposizione di ENEA, da cui sono state ricavate le registrazioni che potrete consultare visitando la pagina www.contentour.it/events/roma-28-09-2011.

La mattinata è stata animata da diverse presentazioni, tra cui quella di Flavia Marzano, ospite illustre e viva sostenitrice dell'innovazione legata al movimento Open Source, di cui sposa la causa da lunghi anni. Flavia ci ha parlato delle opportunità e delle insidie del Cloud Computing applicato alla Pubblica Amministrazione, suscitando notevole interesse e feedback da parte dei partecipanti.

Diana Savelli e Andrea Quintiliani hanno presentato l'esperienza di ENEA con gli strumenti Open Source, prima indicando come le direttive governative siano chiaramente ispiratrici in questo senso, e dopo presentando una serie di casi in cui l'ente risolve esigenze di pubblicazione web con il CMS Plone.

Sempre Plone al centro delle presentazioni delle Università di Bari e di Macerata, che hanno testimoniato come autonomamente riescono a gestire tutte le proprie esigenze di pubblicazione web senza dover dire "mi dispiace" a nessuno.

RedTurtle e Abstract hanno chiuso la mattinata, rispettivamente presentando due casi in cui l'Open Source non si limita a risolvere "semplici" richieste di gestione contenuti online, ma, come un'ottima stoffa, in mano a bravi sarti veste le esigenze del cliente. Cesare Brizio ha presentato un sistema ibrido Plone + Pyramid risolve tutti i problemi di una neonata azienda, dalla gestione interna alla pubblicazione online.

Per noi di Abstract, io ho messo in evidenza come l'Open Source possa facilmente garantire economie di scala se adottato da enti o consorzi che devono erogare servizi ai propri appartenenti: in particolare ho presentato il SIT (Sistema Informativo Territoriale) che Abstract ha realizzato nei mesi scorsi per Cosib.

Scegliere la migliore tecnologia Open Source

Durante il pomeriggio si è sviluppato un dibattito molto interessante e vivo, innestato sulle parole di Silvio Migliori, responsabile ICT di ENEA, che ha dimostrato di conoscere molto bene la materia Open Source, e ha ribadito come per ENEA sia fondamentale non tanto l'Open Source in sè, ma la ricerca dei migliori prodotti/servizi disponibili di cui dotare l'ente e i suoi ricercatori.

Questo messaggio in particolare è stato a me molto gradito, in quanto da sempre faccio parte del gruppo di quelli che non pensano che tutto è buono purchè Open.

Penso piuttosto che il fatto di essere Open Source sia solo un punto di partenza per la scelta del miglior prodotto/servizio, e semmai garanzia di qualità per le tecnologie affermate o di lungo corso.

Proprio quello di scegliere le migliori tecnologie Open Source è uno dei fiori all'occhiello di Abstract, che è solita offrire le massime garanzie sulle proprie realizzazioni.

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